Ureteroscopia
L'ureteroscopia è una manovra
endourologica
che viene eseguita a scopo diagnostico e/o terapeutico per alcune malattie
dell'uretère o
della via escretrice intrarenale. La malattia che più frequentemente viene trattata con
questa metodica è la calcolosi ureterale, con minore frequenza possono essere trattate
(o diagnosticate) anche altre patologie (es:
stenòsi ureterali,
tumori della via escretrice, calcoli renali
pielocaliciali,
corpi estranei risaliti, etc).
L'ureteroscopia viene condotta utilizzando uno strumento e fibre ottiche di pochi
millimetri di diametro (2-3mm) che passando attraverso
l'uretra e
la vescica viene introdotto nell'
uretère
e fatto risalire nello stesso. Tale strumento è dotato di un sistema ottico,
collegabile con una telecamera, che consente di esplorare
l'uretère
visualizzando eventuali malattie (vedi sopra), e di un canale attraverso il quale
si possono introdurre strumenti (es. pinze, sonde etc) che consentono manovre
operative all'interno
dell'uretère stesso.
Questo in intervento, nella maggioranza dei casi, viene condotto in un tempo che
varia tra i 15 e i 60 minuti anche se in alcuni casi particolarmente complessi
la durata può essere maggiore. Nel trattamento della calcolosi ureterale
(patologia per la quale tale metodica è maggiormente utilizzata) l'ureteroscopia
consente in più del 90% dei casi di risolvere con successo il problema.
Le complicanze più frequenti sono, ematuria (sangue nell'urina), febbre,
perforazione ureterale. Una perforazione ureterale di modesta entità non è quasi
mai un evento importante ed è sempre trattata conservativamente tramite drenaggio
dell'uretere con
stent.
In casi rari si possono verificare lesioni più gravi
dell'uretère
fino ad una
avulsióne
completa dello stesso che possono comportare la necessità di un intervento chirurgico
a cielo aperto. Altre possibili complicanze che possono verificarsi a distanza di
tempo da questa metodica sono rappresentate da
stenòsi
ureterale e reflusso persistente di urina dalla vescica al rene. Tali complicanze
sono tuttavia rare, soprattutto oggi, in quanto abbiamo a disposizione strumenti
di piccolo calibro che riducono al minimo il traumatismo
dell'uretère.
Spesso dopo l'esecuzione di una ureteroscopia si posiziona un tutore ureterale
(stent)
che serve a prevenire l'insorgenza di coliche renali nel postoperatorio e che verrà rimosso
ambulatoriamente dopo qualche giorno (7-15 in media).
In altri casi si posiziona un catetere
ureterale che viene rimosso dopo 24 ore
oppure se la manovra risulta particolarmente semplice e veloce si può lasciare
l'uretère libero.
Al termine dell'intervento si posiziona un catetere vescicale fino al giorno successivo.
L'intervento può essere eseguito in regime di Day Surgery con dimissione dalla
struttura ospedaliera la giornata seguente all'intervento, previa verifica medica,
da parte del chirurgo e dell'anestesista, delle condizioni cliniche del paziente.
Per l'insorgenza di eventuali complicanze il ricovero potrà essere convertito
in ricovero ordinario ospedaliero fino alla risoluzione delle stesse.
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Da Endurologia che è il segmento dell'Urologia
che si dedica alla strumentazione endoscopica sia per fini
diagnostici che terapeutici.
Condotto muscolomembranoso compreso tra la pelvi
renale e la vescica urinaria lungo dai 25 ai 30 cm, di calibro medio di
circa 1.5 mm.
Stenòsi (o stènosi) restringimento
patologico, congenito o acquisito, di un orifizio, un canale naturale,
un organo cavo o un vaso, tale da rendere difficoltoso il passaggio
del contenuto.
Il "sistema pielocaliciale" è
un termine dell'anatomia per identificare una serie di componenti del rene.
urètra (o ùretra) ultimo segmento
dell'apparato urogenitale, che collega la vescica con l'esterno.
Catetere interno che funge da tutore dell'uretere
favorendo il deflusso dell'urina dal rene alla vescica.
Asportazione per strappamento di
una struttura anatomica.