Litotrissia Extracorporea ad Onde d'Urto (ESWL)
La maggioranza dei calcoli renali ed ureterali possono essere trattati
con la Litotrissia Extracorporea ad Onde d'Urto (ESWL).
Tale metodica consiste nel convogliare sul calcolo una entità fisica (onde
d'urto o onde acustiche) che sono in grado di propagarsi nell'acqua e quindi
attraverso i tessuti del corpo umano.
Nel momento in cui queste onde d'urto incontrano il calcolo lo sottopongono
a delle sollecitazioni che, quasi sempre, ne provocano la frammentazione.
Successivamente i frammenti vengono eliminati spontaneamente con la minzione
(questo avviene in un tempo variabile da caso a caso).
Il trattamento viene condotto senza anestesia (solo una blanda
analgesìa)
e si utilizza un'apparecchiatura così costituita:
1.
Vasca con acqua in cui il paziente viene immerso durante il trattamento. L'acqua
serve a propagare l'onda d'urto tra il generatore ed il corpo del paziente;
2.
Generatore onde durto con
elèttrodo
posto sul fondo della vasca che produce gli impulsi ovvero le onde d'urto;
3.
sistema radiologico: che consente di puntare il calcolo per convogliare in modo esatto le onde d’urto.
Ogni trattamento dura in media 20-30 minuti ed è poco traumatico ed
eventualmente ripetibile. Dopo ogni trattamento a distanza di uno o più
giorni si eseguono controllo radiologici e/o ecotomografici per verificare
l'avvenuta frammentazione del calcolo.
Le possibili complicanze di questo trattamento sono:
1.
Impilamento di frammenti di calcoli nell'uretere (canale che
mette in comunicazione il rene con la vescica). Tale evento può comportare
dilatazione renale (idronefrosi), coliche renali, febbre (se urine infette).
Se questo avviene è necessario posizionare un catetere ureterale interno
(
Stent) che ripristina la canalizzazione dell'uretere. Più raramente
può essere necessario effettuare altre manovre operative endoscopiche
(es: ureteroscopia con estrazione endoscopica dei frammenti impilati).
Quando le cospicue dimensioni di un calcolo fanno ritenere molto probabile
un impilamento di frammenti si posiziona prima del trattamento
uno
Stent ureterale;
2.
Sanguinamento. Dopo quasi tutti i trattamenti di litotrissia extracorporea
si manifesta quasi sempre sangue nelle urine nelle 24 ore successive. Tale
situazione non costituisce un fatto importante e si risolve spontaneamente.
In una percentuale di casi molto bassa (inferiore all'1%) si possono formare
ematomi renale e perirenali che, quasi sempre, si risolvono spontaneamente
ma in rari casi devono essere trattati con un intervento chirurgico;
3.
Effetti collaterali gastrointestinali quali
pancreatìte,
aumento ematico degli enzimi epatici (transaminasi), erosioni della mucosa
intestinale, sono stati descritti ma si verificano molto raramente e si
risolvono sempre in modo spontaneo. Soprattutto nei bambini piccoli è possibile
un
danno polmonare reversibile (nei pazienti pediatrici è necessario
schermare i polmoni prima del trattamento).
Le controindicazioni a questo trattamento sono:
1.
Gravidanza. È una controindicazione assoluta in quanto
si possono verificare aborti;
2.
Difetti della coagulazione del sangue siano essi congeniti o
acquisiti. Ciò può essere dovuto all'assunzione di farmaci ad azione
anticoagulante o antiaggregante piastrinica. In questi casi i farmaci vanno sospesi
per un adeguato periodo di tempo prima del trattamento;
3.
Ipertensione grave non controllata farmacologicamente che
aumenta il rischio di ematomi;
4.
Ostruzioni della via urinaria acquisite o congenite che non consentirebbero
l'espulsione spontanea dei frammenti che si producono dopo
litotrissia extracorporea;
5.
Infezione grave delle vie urinarie. Essa deve essere trattata preventivamente
mediante terapia mirata per abbattere il rischio di
setticemìa;
6.
Donne in età fertile con calcolosi della porzione bassa dell'uretere.
In questi casi è preferibile che non vengano sottoposte a trattamento ESWL
poiché non è ancora chiaro se vi possano essere degli effetti dannosi
su utero e ovaio.
Il trattamento ESWL può essere eseguito in regime di Day Surgery con
dimissione dalla struttura ospedaliera il giorno stesso o la giornata seguente
all'intervento, previa verifica medica, delle condizioni cliniche del paziente.
Per l'insorgenza di eventuali complicanze il ricovero potrà essere convertito
in ricovero ordinario ospedaliero fino alla risoluzione delle stesse.
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Anestesia organica o periferica.
Conduttore che favorisce l'acquisizione
o la perdita di cariche elettriche in un dispositivo.
Intervento consistente nello spezzettare
i calcoli in piccoli frammenti per facilitarne l'espulsione.
Processo infiammatorio acuto, subacuto o
cronico del pancreas.
Stato morboso infettivo causato da microrganismi
patogeni che pervengono nel sangue moltiplicandosi e provocando gravi
sintomi clinici di infezione generalizzata.