Corporoplastica Peniena
L'intervento di corporoplastica peniena consiste nel tentativo di
correggere l'incurvamento che il chirurgo può eseguire con tecniche
conservative (mediante la semplice
plicatùra
dell'albugìnea),
con l'incisione della
placca
(con o senza l'ausilio di
patch
autòloghi o
eteròloghi)
Il tipo di tecnica viene in genere stabilita prima dell'intervento ma può essere
cambiata dal chirurgo in ragione della situazione locale.
L'intervento comporta necessariamente la
circoncisiòne,
una possibile minore sensibilità del glande e del pene dovuta sia alla circoncisione che alla
manipolazione del fascio vasculo nervoso necessario per raggiungere l'albuginea
dei corpi cavernosi sede della malattia.
La lunghezza del pene generalmente viene conservata ma può diminuire di
circa 1 o 2 cm e questo dipende dalla gravità della malattia e
dalla tecnica utilizzata.
La capacità erettile in genere viene conservata ma può essere diminuita
nei casi gravi e complessi.
Sarebbe opportuno eseguire sempre pre-operatoriamente una valutazione obiettiva
della funzione erettile per poter impostare una strategia terapeutica adeguata.
Dopo l'intervento nella sede della
placca
si apprezzerà un indurimento causato dal processo di guarigione della ferita
che piano piano tenderà a risolversi in 6 – 8 mesi.
L'intervento, per quanto tecnicamente impeccabile, è pur sempre un intervento
correttivo e potranno residuare così delle irregolarità al tatto dell'asta come
pure qualche lieve deviazione.
Si tratta di un intervento delicato che richiede grande esperienza,
tuttavia, anche in mani esperte sia pur in percentuali molto basse possono
verificarsi complicanze: alcune sono legate all'estensione della malattia,
altre alla diàtesi
del paziente, altre infine condizionate alle difficoltà tecniche dovute
alla particolare situazione anatomica. Alcune di queste motivazioni potrebbero
condizionare la realizzazione della tecnica precedentemente proposta.
Qui di seguito vengono riportate le complicanze legate all'intervento
con le percentuali di incidenza relative alla casistica della Clinica Urologica
"L. Giuliani" dell'Università di Genova:
-
ematòma
del pene 1-2%;
-
uretrìte 3%;
- persistenza dell'incurvamento 10%;
- diminuzione della capacità erettile sino al 20%;
- dolori della ferita chirurgica 3-5%;
- impossibilità alla realizzazione della tecnica prestabilita 8%;
- accorciamento del pene 10%.
Ancora bisogna ricordare che qualsiasi intervento chirurgico in anestesia
generale sottopone il paziente al rischio, sia pur minimo, di tutte le
complicazioni correlate.
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Da plìca che è il margine formato dall'inflessione
e dal duplicamento per sovrapposizione di un tessuto, di una membrana, ecc.
Da albugìneo cioè di tessuto fibroso o
membrana, che ha colore biancastro.
Presenza di formazione di una
placca fibrosa priva di elasticità che causa l'anomala distensione
del pene ovvero l'incurvamento durante l'erezione.
Tradotto in italiano letteralmente significa
"pezza", "rattoppo" e si riferisce a tessuto da innesto.
Relativo a intervento che utilizza organi o
tessuti provenienti dal paziente stesso.
Di organo, tessuto o sostanza impiegati
specificamente in una trasfusione o in un trapianto, che proviene da
un organismo diverso.
Asportazione chirurgica di parte o di
tutto il prepuzio.
Predisposizione costituzionale o ereditaria
a certe malattie.
Versamento di sangue in un tessuto causato
dalla rottura in genere traumatica di un vaso sanguigno.
Infiammazione acuta o cronica dell'uretra
(ultimo segmento dell'apparato urogenitale, che collega la vescica con l'esterno),
dovuta ad agenti batterici o virali.